Legalizzazione e Apostille

In molti casi insieme all’asseverazione dei documenti tradotti è necessaria anche la legalizzazione / apostille .

La legalizzazione o apostille viene richiesta quando un documento destinato all’estero deve avere piena validità legale.

Legalizzazione e Apostille si applicano solo agli atti e documenti pubblici, come definiti dalla normativa nazionale e internazionale (comunitaria, pattizia, etc.): pertanto non possono essere legalizzati o apostillati atti e documenti privati, se non previamente sottoposti a una “trasformazione” in atti e documenti pubblici, nei modi consentiti dalla legge (autentica, copia conforme, registrazione, data certa, etc.).

Legalizzazione

Un importantissima guida è rappresentata dalla SUPERTABELLA emanata dalla Prefettura-U.T.G. di Ancona – Ufficio Legalizzazioni in data 27/08/2020. In tale guida sono riportate le procedure per il riconoscimento degli atti e dei documenti esteri, in specie per la richiesta della cittadinanza italiana.

Tutti gli atti e documenti (a eccezione delle attestazioni consolari) provenienti da ogni altro Stato non indicato nella tabella devono avere la cosiddetta legalizzazione diplomatica o consolare; le attestazioni consolari devono invece avere la legalizzazione prefettizia, salvo esenzioni (art. 33 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445).
Note particolari per i singoli Stati – se necessarie – si trovano sulla colonna di destra della tabella, mentre importanti informazioni sull’Apostille e sulla presentazione degli atti e documenti in generale si trovano nella NOTA ESPLICATIVA dopo la tabella.

My School è specializzata nelle traduzioni giurate e legalizzate di tutti i documenti. La procedura è piuttosto complessa ed è utile cercare di fare chiarezza,  innanzitutto è necessario stabilire il paese di origine e quello di destinazione dei documenti da tradurre:

Da Italia a paese straniero ADERENTE alla convenzione dell'AJA

APOSTILLE

Se il paese di destinazione è aderente alla convenzione dell’AJA, i documenti devono essere preventivamente apostillati.

La ripartizione delle competenze per l’apposizione dell’ Apostille, in base alle designazioni effettuate dall’Italia presso l’HCCH , è la seguente:
  • per gli atti giudiziali (in pratica, tutti quelli che provengono dal Ministero della giustizia) e notarili, è competente la Procura della Repubblica presso il Tribunale al quale appartiene la giurisdizione;
  • per tutti gli altri atti, è competente la Prefettura-Ufficio territoriale del Governo territorialmente interessata 

Una volta completato questo passaggio, il documento viene dalla nostra agenzia tradotto nella lingua di destinazione e portato in tribunale per l’asseverazione. Infine, sempre la nostra agenzia provvede a portare il documento tradotto ed asseverato presso la Procura della Repubblica per l’apostille finale.

Sia l’applicazione della Convenzione dell’Aja che quella degli accordi più favorevoli eliminano sempre la necessità della seconda legalizzazione da parte delle rappresentanze diplomatiche o consolari competenti per l’Italia da parte dello Stato di destinazione.

Da Italia a paese straniero NON ADERENTE alla convenzione dell'AJA

LEGALIZZAZIONE

Se il paese di destinazione non è aderente alla convenzione dell’AJA, i documenti devono essere preventivamente legalizzati.

La ripartizione delle competenze per l’apposizione della Legalizzazione, in base alle designazioni effettuate dall’Italia presso l’HCCH , è la seguente:
  • per gli atti giudiziali (in pratica, tutti quelli che provengono dal Ministero della giustizia) e notarili, è competente la Procura della Repubblica presso il Tribunale al quale appartiene la giurisdizione;
  • per tutti gli altri atti, è competente la Prefettura-Ufficio territoriale del Governo territorialmente interessata 

Una volta completato questo passaggio, il documento viene dalla nostra agenzia tradotto nella lingua di destinazione e portato in tribunale per l’asseverazione. Infine, sempre la nostra agenzia provvede a portare il documento tradotto ed asseverato presso la Procura della Repubblica per la legalizzazione finale.

In assenza di accordi internazionali più favorevoli, gli atti e documenti formati in Italia e da valere all’estero, devono subire di solito (cioè quando la legge dello Stato di destinazione lo richiede) un doppio procedimento di legalizzazione, il primo sopra descritto e il secondo dalle rappresentanze diplomatiche o consolari competenti per l’Italia da parte dello Stato di destinazione: dato però che, per la legge di quello Stato, una o entrambe queste legalizzazioni potrebbero non essere necessarie, si consiglia di informarsi preventivamente presso la relativa rappresentanza diplomatica o consolare.

Da paese straniero ADERENTE alla convenzione dell'AJA all'Italia

APOSTILLE

Se il paese di origine del documento è aderente alla convenzione dell’Aia del 5 ottobre 1961 relativa all’abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri, la necessità di legalizzare gli atti e i documenti rilasciati da autorità straniere è sostituita da un’altra formalità: l’apposizione della “postilla” (o apostille).
Pertanto, una persona proveniente da un Paese che ha aderito a questa Convenzione non ha bisogno di recarsi presso la Rappresentanza consolare e chiedere la legalizzazione, ma può recarsi presso la competente autorità interna designata da ciascuno Stato – e indicata per ciascun Paese nell’atto di adesione alla Convenzione stessa (normalmente si tratta del Ministero degli Esteri) – per ottenere l’apposizione dell’apostille sul documento. Così perfezionato, il documento viene riconosciuto in Italia.

Successivamente, siffatto documento è pronto per essere tradotto dalla nostra agenzia e asseverato in Tribunale.

Da paese straniero NON ADERENTE alla convenzione dell'AJA all'Italia

LEGALIZZAZIONE

Per poter essere fatti valere in Italia, gli atti e i documenti rilasciati da autorità straniere devono essere legalizzati dalle rappresentanze diplomatico-consolari italiane all’estero.
Tali atti e documenti, eccetto quelli redatti su modelli plurilingue previsti da Convenzioni internazionali, devono inoltre essere tradotti in italiano.
Le traduzioni devono recare il timbro “per traduzione conforme”. Nei Paesi dove esiste la figura giuridica del traduttore ufficiale la conformità può essere attestata dal traduttore stesso, la cui firma viene poi legalizzata dall’ufficio consolare.
Nei Paesi nei quali  tale figura non è prevista dall’ordinamento locale occorrerà necessariamente fare ricorso alla certificazione di conformità apposta dall’ufficio consolare.

Per procedere alla legalizzazione il richiedente dovrà presentarsi, previo appuntamento, presso l’Ufficio consolare munito dell’atto (in originale) da legalizzare.
Al fine di ottenere il certificato di conformità della traduzione il richiedente dovrà presentarsi, previo appuntamento, presso l’Ufficio consolare munito del documento originale in lingua straniera e della traduzione.

Gli atti di cui sopra sono soggetti al pagamento dei diritti di cui alla Tariffa consolare attualmente vigente.

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